Diario di creazione
Una traccia discreta dei progetti, materiali e decisioni passati realmente dagli Appartamenti del Creatore.
La grande partenza
Dopo più di un anno di riflessione, l’intuizione deve incontrare la materia.
Da settembre comincia la formalizzazione del progetto olfattivo e l’avvio dei primi veri test.
Le idee accumulate saranno confrontate con le materie prime, le prove del profumiere e, progressivamente, la pelle.
Alcune intuizioni sopravvivranno. Altre dovranno essere abbandonate. Probabilmente ne appariranno di nuove.
Il Diario di creazione non racconterà più soltanto come è nata Maison du Lac. Racconterà come si costruisce.
L’intuizione deve ora incontrare la materia.
Il primo flacone prende forma
Le prime decisioni visive sono abbastanza precise da essere mostrate al Circolo.
Secret du Léman diventa il primo dossier documentato del Diario di creazione: gradiente dal nero al blu profondo, poi blu luminoso e infine vetro trasparente.
L’effetto acqua alla base del vetro è studiato come evocazione discreta dei riflessi del Lemano. Il tappo minerale mette a confronto pietra naturale e resina effetto ardesia, con sommità perfettamente piatta e anello champagne.
Vengono studiate due architetture di cofanetto. Nulla è presentato come definitivo: sono direzioni di lavoro confrontate con vincoli industriali e con lo sguardo del Circolo.
Da qui, la storia di Maison du Lac diventa anche la storia delle sue decisioni.
Dare un volto a Maison du Lac
Per otto mesi l’universo si precisa.
L’identità visiva si costruisce, il linguaggio della Maison si affina e il sito prende forma. Il Circolo è immaginato come uno spazio in cui gli appassionati possono seguire la creazione e partecipare ad alcune decisioni.
La ricerca sul flacone avanza: proporzioni, trasparenza, profondità dei colori, materiali, tappo minerale, dettagli metallici e cofanetto.
Nasce il concetto Art Vitrine: un’opera presentata presso alcuni partner e circondata dai profumi Maison du Lac, trasformando la vetrina in una piccola esposizione.
A poco a poco, ciò che era un’immagine osservata da una terrazza a Meillerie diventa un universo coerente.
Un marchio si costruisce tanto con ciò che sceglie di mostrare quanto con ciò che sceglie di togliere.
Dare struttura all’intuizione
L’idea deve ora diventare realizzabile.
Iniziano le prime basi di formulazione, la definizione dell’architettura della collezione, la ricerca delle materie e la riflessione sui flaconi.
Maison du Lac cerca partner capaci di accompagnare il progetto: profumeria, produzione, vetro, decorazione e packaging.
Ogni scelta deve mantenere l’ambizione iniziale senza trasformare la Maison in una semplice evocazione turistica delle Alpi.
All’inizio di gennaio 2026 le fondamenta sono abbastanza solide per aprire una nuova fase.
Costruire una Maison ispirata dal Lemano e dalle Alpi senza ridurli mai a una cartolina.
Far dialogare gli elementi
Per diverse settimane l’idea matura e le domande aumentano.
Quanti profumi creare? Come chiamarli? Quale nome dare alla collezione? Come dovranno essere i flaconi e quale sensazione dovranno lasciare sulla pelle?
Nelle Alpi i quattro elementi non vivono mai separati. L’acqua incontra la roccia, il fuoco riscalda l’aria, l’aria attraversa boschi e pascoli, la terra trattiene l’acqua.
Anche i profumi potrebbero dialogare: acqua con fuoco, fuoco con aria, aria con acqua. Il layering smette di essere una semplice sovrapposizione e diventa un gesto creativo.
Nasce il principio che diventerà il Rituale delle Alpi.
Modificare il rilievo, il movimento o la scia di una creazione senza farle perdere identità.Vedi il dossier →
Dove tutto è iniziato
Meillerie, sponda francese del Lemano.
Maison du Lac non è nata attorno a un tavolo da riunione. È nata da un paesaggio.
I suoi creatori, appassionati di profumeria di nicchia e professionisti del mondo del profumo da quasi quindici anni, vivono a Meillerie, un piccolo villaggio tra il Lemano e le Alpi, vicino a Évian-les-Bains.
A metà luglio 2025, una sera d’estate, il lago è quasi immobile visto dalla loro terrazza. Il sole scende su un’acqua liscia come uno specchio, una brezza calda attraversa lo spazio e a destra si disegnano le montagne del Vallese.
Acqua. Terra. Fuoco. Aria. Il Lemano. Le Alpi. Nasce un’intuizione: e se un profumo potesse raccontare questo territorio interpretandone gli elementi invece di riprodurlo?
Il territorio deve essere un’ispirazione. Mai una scenografia.